Attualmente non esiste una cura per l'autismo. 
E' possibile mirare ad un miglioramento delle capacità di adattamento delle persone affette da autismo e quindi a significativi miglioramenti nelle loro condizioni di vita.
Ricerche controllate hanno portato alla definizione di quello che oggi è da ritenere il trattamento più efficace: un sistema integrato di interventi composto da
diagnosi precoce, congiunta ad una chiara informazione alla famiglia
accertamenti medico-biologici e monitoraggio delle condizioni mediche
interventi educativo-comportamentali che mirino a:
sviluppare le capacità sociali e di comunicazione
all'autonomia
E' necessario iniziare questi trattamenti il più presto possibile, anche se buoni risultati si raggiungono anche in età adulta:
sostegno pratico e psicologico alla famiglia
servizi predisposti per l'intero ciclo di vita (comunità alloggio, ecc.) finalizzati
all'inserimento sociale
alla formazione professionale
all'avviamento lavorativo (cooperative di lavoro)
coordinamento tra Operatori e Servizi interessati.
Una terapia farmacologica specifica e risolutiva non esiste: diverse sono le cause dell'autismo.
Scopo principale della terapia farmacologica è quello di rendere possibile
i trattamenti comportamentali e psico-educativi, riducendo i sintomi disturbanti.
Tratti da
informautismo Periodico quadrimestrale di Autismo Italia - ONLUS:
LA PAROLA AGLI ESPERTI: TRATTAMENTI PER L'AUTISMO (numero 13, gennaio – aprile 2006)
AUTISMO DAL DIRE AL FARE: DAI MODELLI D'INTERVENTO AL PROGRAMMA ABILITATIVO (numero 14, maggio – agosto 2006)
Dolore per la scomparsa di Eric Schopler (numero, 14 maggio - agosto 2006)
Ottavo Congresso Internazionale di Autism Europe Oslo (numero 17, maggio – agosto 2007)
LA RICERCA NELL'AUTISMO: A CHE PUNTO SIAMO E DOVE STIAMO ANDANDO (numero 17, maggio – agosto 2007)
Posizione su un Approccio all'Autismo Basato sui Diritti e sull'Evidenza (numero 17, maggio – agosto 2007)
RACCOMANDAZIONI SULLE POLITICHE SOCIO-SANITARIE PER L’AUTISMO
Le persone con autismo sono cittadini a pieno titolo. Le legislazioni e le politiche devono adeguarsi agli strumenti internazionali a difesa dei diritti umani.
Le persone con autismo hanno un'aspettativa di vita normale, e presentano bisogni riabilitativi/educativi specifici per tutto l’arco dell’esistenza. Per soddisfare le loro necessità e garantire i loro diritti necessitano di una risposta qualificata e specifica in ogni età della vita. La qualità e la specificità dell’intervento e dei servizi non sono fattori estranei o secondari nella lotta alla discriminazione delle persone con autismo: negare un intervento adeguato significa, di fatto, privarle dell’opportunità di sviluppare le proprie potenzialità, esponendole ad ulteriore discriminazione.
Inoltre, delegare la cura della persona con Autismo o altra disabilità intellettiva, specie se grave, alla famiglia non ne promuove inclusione, al contrario di fatto estende l’esclusione a tutto il nucleo familiare e condanna la persona con Autismo ad un costoso quanto inadeguato internamento nel momento in cui resterà priva dell’aiuto familiare.
Le politiche socio-sanitarie per le persone con Disturbo dello Spettro Autistico devono quindi fondarsi:
sui valori fondamentali di pari cittadinanza e opportunità
su una cultura condivisa dell’autismo
su percorsi finalizzati all’inclusione sociale.
Aggiornato al 30 agosto 2012 |