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Autismo ed educazione: "Superability" promuove l'autonomia
(da www.superabile.it sito di INAIL)
A Roma un convegno dell'Assessorato alle politiche sociali della Regione Lazio
fa il punto sull’Integrazione dei giovani adulti
e presenta il metodo elaborato dal professor Lucio Moderato per la riabilitazione dei giovani autistici.
ROMA - Considerato uno dei più gravi disturbi relazionali e dello sviluppo che possa colpire un bambino, spesso l'autismo spaventa genitori e insegnanti ed è vissuto come una disabilità per migliorare la quale non ci sia nulla da fare. Non ne è convinto però Lucio Moderato - psicologo e psicoterapeuta, dirigente dell'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Mi) - che nel corso dei convegno “Autismo ed educazione”, organizzato a Roma dall'Assessorato alle politiche sociali della Regione Lazio, ha presentato a genitori e insegnanti il modello abilitativo Superability per giovani autistici.
La metodologia prende in esame le attività della vita quotidiana, suddividendole in tante piccole sequenze. Ognuna di queste diventa apprendimento e prolunga la capacità di attenzione. Quando queste abilità diventano routine, vengono impiegate per tutte le altre attività della vita, in modo generalizzato. “Non sono i bambini autistici che non imparano, ma gli insegnanti e gli psicologi che non sanno insegnare - spiega Moderato, e continua - allora non posso dare la colpa al bambino se non impara, la colpa è dell'insegnante di non sapere insegnare”. Nasce così, 26 anni fa, l'idea di Superability, una pratica abilitativa il cui segreto è proprio l'individualizzazione della sua applicazione. “Abbiamo un modello, ma essendo le persone diverse una dall'altra, le tecniche non possono essere rigide ma devono calzare caso per caso".
Superability ad oggi è applicato dagli operatori dei centro Koinonia a Bergamo, dell'Istituto della Sacra Famiglia a Milano e della Cooperativa Guardini a Trento - si rivolge a educatori e genitori, ma anche e soprattutto agli insegnanti di sostegno. “Coinvolgiamo da subito i genitori - continua il docente -, perché alleggeriscano il loro carico esistenziale. Un figlio che impara, recupera ed è più autonomo, è un grosso miglioramento della qualità della vita per tutta la famiglia”.
I centri di Bergamo e Milano prendono in carico soprattutto giovani adulti, ma - sottolinea il professore - l'ideale sarebbe intervenire fin dalla tenera età, e anche in classe. “Gli adulti sono già strutturati e noi li destrutturiamo, con difficoltà maggiori quindi. Potendo seguirli fin da piccoli, diventerebbe tutto più facile, magari nelle scuole, in modo da risparmiare tempo e risorse". Secondo Moderato infatti, non è raro trovare in classe insegnanti di sostegno privi di un'adeguata formazione. Lo dimostra il filmato proiettato, dove si vede l'opposto comportamento di una bambina seguita dal centro Koinonia di Bergamo, in classe e al centro. Con le due insegnanti, la piccola si batte le mani contro la testa e rifiuta di mangiare, al centro mostra attenzione e in pochi mesi impara a mangiare da sola, il primo passo verso l'autonomia.
È l'autonomia infatti l'obiettivo finale di Moderato. Una vita più o meno normale, con un lavoro, una casa e dei tempo libero, è possibile, in misura diversa a seconda dei grado di abilità evidentemente. Ma per fare questo sarebbe prima necessario investire sulla formazione di educatori, genitori e insegnanti. Per questo a Bergamo si sta pensando di organizzare un apposito master, mentre l'università di Roma Tor Vergata, da quest'anno ha lanciato il master a distanza in “Autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo”.
(Gabriele Del Grande - 9 maggio 2006)
Aggiornato al 18/10/2011 |