Iscritta al n° MI - 24 della Sezione provinciale di Milano del Registro regionale delle Organizzazioni di volontariato | ||||||||||||||||
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COMUNICATO STAMPA Nuovo ISEE: milioni di agevolazioni a rischio Nei giorni scorsi la FISH aveva suonato un campanello d’allarme sulla revisione dell’ISEE prevista nella Manovra “salva-Italia”, chiedendo a Monti di stralciare l’articolo e di rimandare la discussione su questi temi ad un momento successivo che garantisse un maggiore approfondimento e confronto. Ma la “macchina” legislativa non si è fermata, anzi. L’articolo relativo all’ISEE è stato riformulato in modo ancora più stringente: peserà di più il patrimonio familiare e verranno computati anche gli introiti attualmente esenti da imposizione (ad esempio la pensione di invalidità e l’assegno sociale). L’ISEE potrà essere applicato anche alle agevolazioni fiscali e alla concessione delle provvidenze assistenziali (ancora le pensioni di invalidità civile e le pensioni sociali). A chi supererà la soglia stabilita da un apposito decreto non verranno più riconosciuti benefici fiscali, servizi sociali agevolati, prestazioni assistenziali. L’intento espresso ricorda molto alcuni elementi già presenti nel disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale presentata a suo tempo da Tremonti e stigmatizzata dai più in sede di discussione alla Camera. Il nuovo decreto impone che non debbano esserci maggiori oneri, anzi che debbano generarsi risparmi grazie alla nuova disciplina dell’ISEE. Si anticipa, di fatto, l’applicazione della clausola di salvaguardia, cioè di quelle misure fiscali e assistenziali volte ad evitare l’innalzamento delle aliquote IVA (due punti e mezzo in più a regime). Inoltre: maggiori controlli con la regia, ancora una volta, dell’INPS a cui gli enti erogatori dovranno inviare telematicamente tutti i dati sulle prestazioni sociali agevolate e le informazioni personali dei beneficiari. È confermato che i risparmi (difficili da calcolare anche per il Ministero dell’Economia) confluiranno sull’esangue Fondo per le Politiche sociali, ma con una precisazione: scompaiono i vincoli di destinazione (donne, giovani, famiglie numerose) indicati nel testo originario. “Questo testo è ispirato al luogo comune che vi siano migliaia di ‘finti poveri’ che fruiscono di agevolazioni e benefici sociali. – commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Quand’anche fosse vero, è il sistema dei controlli anti-evasione che va rafforzato. Al contrario sono messe in forse, profilando nuovi criteri, quelle poche misure che oggi sostengono i singoli e le famiglie. L’ISEE andava rivisto in ben altra ottica. Eravamo disponibili al confronto e alla costruzione di un sistema basato su una maggiore equità generale e interna. Ora è molto più difficile essere propositivi”. Dopo l’approvazione dell’emendamento, quanto mai probabile, sarà necessario monitorare con attenzione l’elaborazione dei successivi decreti applicativi, con margini di azione sempre più ridotti. 13 dicembre 2011 www.fishonlus.it Nota della redazione di www.angsalombardia.it: (dalla introduzione fatta da Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali e Cultura del Comune di Milano,
<<... E, visto che è evidente che noi siamo e saremo in una condizione di oggettiva e cruciale difficoltà in relazione alle risorse pubbliche destinate al sociale, al socio sanitario, al sanitario, lasciatemi aggiungere che l’ultima voce da toccare con le forbici, lo dico a tutti, poiché già oggi non ce la si fa, è quella degli interventi riguardanti le disabilità. Anzi, come è stato detto in Parlamento autorevolmente di recente, se rimane un solo euro nelle casse pubbliche quello lo diamo ai disabili perché ci sono azioni da ripensare e soprattutto riorganizzazioni da attivare affinché le famiglie dei portatori delle diverse disabilità non debbano impazzire per inseguire le forme di sostegno e accompagnamento, capendo di più e meglio come immaginare il "dopo di noi" come una fase di progettazione certa e non un’incognita di cui temere...>>
Da parte sua, ANGSA Lombardia onlus premerà, come ha costantemente fatto con la precedente Amministrazione, affinché quanto affermato in questa "introduzione" non rimanga sterile ed inapplicato proclama, proprio in forza di quel "I CARE" citato nella frase conclusiva dell'intervento. | ||
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L'associazione Spazio Nautilus Gruppo Asperger Lombardia (www.spazionautilus.org) organizza il corso tenuto da Cinzia Laila Cosenza presso la sede di Via Tremelloni 9, Milano in alcune date di sabato dalle 15 alle 17 a partire dal 21 gennaio 2012.
Successivamente si verrà contattati per i dettagli. | ||
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Lega per la difesa dei diritti delle persone con disabilità Fondi sociali 2012. Senza soldi, addio servizi, addio diritti? I tagli ai fondi sociali nazionali e regionali previsti per il 2012 mettono a rischio servizi essenziali per la vita delle persone con disabilità. LEDHA chiede l’intervento del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Nel 2012 lo Stato trasferirà ai comuni lombardi 85 milioni di euro in meno di quest’anno ed anche la Regione Lombardia prevede di versare 30 milioni di euro in meno che nel 2011. Una prospettiva durissima per la vita di migliaia di persone con disabilità. La qualità della vita e il rispetto dei diritti dei cittadini con disabilità lombardi sono in serio pericolo. Per questo motivo LEDHA chiede al Presidente Roberto Formigoni di intervenire per garantire l’incremento del Fondo Sociale Regionale, come già avvenuto quest’anno, anche a seguito della manifestazione promossa dalle associazioni lo scorso 19 maggio. A partire dal primo gennaio 2012 i comuni dovranno infatti fare a meno di circa 100 milioni di euro per finanziare proprio i servizi che sostengono le persone con disabilità nei momenti di difficoltà sociali e materiali: assistenza domiciliare, vita indipendente, servizi di formazione all’autonomia, centri socio educativi, comunità alloggio, micro comunità e di tantissimi interventi personalizzati promossi dagli enti locali, spesso in collaborazione con le realtà del terzo settore. Sempre con questi fondi i Comuni sostengono i costi sociali dei servizi residenziali e diurni di carattere sociosanitario. Gli effetti della Manovra finanziaria 2010 vanno infatti a regime a partire dal prossimo anno. Nel 2012 il Fondo per la Non Autosufficienza sarà pari a zero euro mentre il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali porterà nelle casse dei comuni lombardi poco più di 25 milioni di euro. Rispetto al 2011 si tratta di una riduzione complessiva di 85 milioni di euro. Purtroppo nel bilancio di previsione 2012. recentemente deliberato dalla Giunta regionale, il Fondo Sociale Regionale, risulta essere di soli 40 milioni di euro. Il totale dei trasferimenti ai comuni per le politiche sociali passerà dai 161 milioni di euro del 2011 a 65 milioni di euro nel 2012, dando per scontato che la Regione Lombardia trasferisca tutte le risorse provenienti dal Fondo Nazionale per le Politiche Sociale ai Comuni. Un risparmio poco rilevante sia per le casse dello Stato che per quelle della stessa Regione, ma con effetti drammatici sulla vita delle persone e sul nostro stesso modello di welfare e di convivenza civile. Con queste cifre sarebbe infatti praticamente impossibile, per qualsiasi amministrazione comunale, evitare tagli o aumenti delle rette per i servizi. Migliaia di persone con disabilità vedono oggi messi seriamente in discussione servizi e benefici che fino ad oggi hanno consentito loro di vivere un’esistenza difficile ma dignitosa. Senza queste opportunità sarebbero quindi costrette a bussare alla porta del sistema dei servizi sociosanitari, per definizione meno inclusivi e più costosi. Per questo motivo oggi LEDHA rivolge il suo appello al Presidente Formigoni affinché vengano ripristinati i fondi sociali ai livelli del 2011 a garanzia del rispetto dei diritti sociali delle persone, con e senza, disabilità. Per informazioni Lega per i diritti delle persone con disabilità Associazione di Promozione Sociale | ||
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CON IL PATROCINIO DEL CONSIGLIO DI ZONA 5 Il Presidente, Aldo Ugliano COMMISSIONE CULTURA, MANIFESTAZIONI, EXPO, PROMOZIONE SOCIALE Il Presidente, Michela Fiore LA MUSICA e L'ARTE migliorano la qualità della vita! laboratori per disabili a Musicopoli dal 1992 Nelle tre sedi di Milano: Via Monviso 10 (Ang. Via Mantegna, Zona C.so Sempione) - Via Boifava 17 e Via Boifava 29/A (ang. Via dei Missaglia) Una èquipe specializzata composta da psicoterapeuti, musicoterapeuti ed arteterapeuti propone durante l'anno scolastico laboratori/sedute che coinvolgono utenti di ogni età e con diverse patologie, includendo l'autismo, il ritardo mentale, disabilità fisiche e psichiche. I percorsi sono personalizzati e vi è una verifica costante degli obiettivi proposti e dei traguardi raggiunti. Gli incontri si tengono nelle nostre sedi o, in orario scolastico o extrascolastico presso scuole, parrocchie ed altre strutture a Milano e provincia. La MUSICOTERAPIA utilizza la musica ed i suoi elementi per facilitare la relazione, la comunicazione, l'apprendimento, la motricità e l'espressione con il fine di soddisfare necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. L'obbiettivo principale è quello di sviluppare le funzioni potenziali dell'individuo per migliorare l'integrazione interpersonale e, di conseguenza, migliorare la qualità della vita grazie ad un processo terapeutico.
Le fatture delle sedute sono scaricabile dalla dichiarazione dei redditi.
ORARI DI SEGRETERIA | ||
| Caro amico/a, il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) sta realizzando, su incarico della Fondazione Cesare Serono, ed in collaborazione con l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici un’attività di ricerca sulla disabilità. In particolare il CENSIS sta conducendo un’indagine intervistando direttamente le famiglie delle persone con autismo, al fine di comprendere e approfondire le loro condizioni generali di vita, i loro problemi quotidiani e le loro aspettative, nonché i costi sostenuti per l’assistenza. L’ANGSA ha deciso di collaborare a questa iniziativa coinvolgendo i propri associati nella rilevazione, e per questo ti chiediamo di partecipare alla ricerca, acconsentendo ad essere contattato dal CENSIS per rispondere al telefono alle domande previste dal questionario appositamente sviluppato per questa indagine. Si tratta evidentemente di una partecipazione che ti richiederà di un piccolo impegno, per la quantità di informazioni che verranno richieste, ma recuperare dati direttamente dalle famiglie rimane il modo migliore per portare alla luce le problematiche e le necessità di coloro che giorno dopo giorno vivono una condizione che, per la grande maggioranza degli italiani, rimane ancora molto poco nota. La durata prevista dell’intervista è di circa 20/30 minuti. La tua collaborazione è quindi indispensabile per acquisire dati e le informazioni che permettano la buona riuscita dell’indagine, e i risultati che emergeranno dall’attività di rilevazione saranno elaborati e confluiranno in un rapporto di ricerca che verrà presentato alla stampa ed al pubblico, con l’auspicio che il miglioramento e la diffusione delle conoscenze sulla vita delle persone autistiche e delle loro famiglie contribuiscano allo sviluppo di politiche più efficaci nel dare loro supporto e sollievo. Per fornire il tuo consenso ad essere contattato/a dal Censis, o dalla società di rilevazione che sarà incaricata di svolgere l'intervista, ti preghiamo di cliccare qui , o sul collegamento in calce alla lettera, per aprire il modulo online sul quale lasciare i tuoi dati personali e l'autorizzazione ad essere chiamato. Naturalmente tutti i dati raccolti verranno utilizzati esclusivamente per questa indagine e saranno trattati dal Censis nel pieno rispetto della normativa sulla privacy come previsto dal Decreto legislativo 30 giugno 2003 , n. 196, dunque tutte le informazioni che fornirai telefonicamente all’intervistatore saranno utilizzate in forma aggregata e assolutamente anonima. Ci preme infine comunicarti che qualora volessi ricevere maggiori informazioni in merito alla ricerca, agli obiettivi conoscitivi e alla metodologia adottata potrai contattare la Fondazione CENSIS al numero di telefono 06/860911 begin_of_the_skype_highlighting 06/860911 end_of_the_skype_highlighting (Dott.ssa Concetta M. Vaccaro). Ringraziandoti per la cortese attenzione, per la collaborazione ed il tempo che vorrai dedicare a questa iniziativa, desideriamo porgerti i nostri migliori saluti. Clicca qui per collegarti alla pagina web del Censis su cui lasciare i tuoi dati e partecipare all'indagine. Se non riesci a collegarti alla pagina copia l'indirizzo web qui sotto e incollalo nella barra dell'indirizzo http://indagini.censis.it/index.php?sid=47791&lang=it
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| Mercoledì 1 giugno 2011 - 561ª seduta pubblica (pomeridiana) (omissis) L'Assemblea ha quindi approvato la mozione n. 355 sull'autismo. La prima firmataria, sen. Biondelli (PD), ne ha illustrato i contenuti a sostegno della richiesta La Sottosegretario di Stato per la salute Martini ha accolto la mozione, assicurando il pieno impegno del Governo su una materia che già da tempo vede molto attivo il Ministero della salute di cui sono state ricordate le principali iniziative in merito. I sen. Fosson, Gustavino, Sbarbati (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI), Soliani, Andria (PD), Rizzotti (PdL), Carlino (IdV), Aderenti (LNP) hanno dichiarato l'adesione di tutti i Gruppi alle richieste formulate con la mozione. (omissis) Atto n. 1-00355 - Pubblicato il 13 dicembre 2010 - Seduta n. 472 Il Senato, premesso che: dall'8 al 10 ottobre 2010 si è svolto a Catania il IX Congresso Internazionale di Autism Europe; esso ha rappresentato un'opportunità di incontro per le persone affette da disturbo dello spettro autistico, per i loro familiari e per i professionisti del settore al fine di condividere informazioni attendibili sui progressi della scienza e sulle migliori pratiche; i disturbi dello spettro autistico (ASD), che rappresentano una condizione altamente invalidante e a tutt'oggi ancora senza una definizione eziologica certa, costituiscono un rilevante problema di sanità pubblica visti i suoi effetti sulle persone che ne sono affette e sulle loro famiglie; l'autismo, in particolare, è ormai considerato, secondo le indicazioni consolidate della letteratura internazionale, come una patologia precoce del sistema nervoso centrale che determina una disabilità complessa che colpisce pervasivamente la comunicazione, la socializzazione ed il comportamento; l'eziologia dell'autismo è, purtroppo, ancora scarsamente conosciuta e non esistono trattamenti farmacologici mirati; gli studi epidemiologici condotti sia negli Stati Uniti sia in Europa, nell'ultimo decennio, riportano un generalizzato aumento delle diagnosi di autismo, con una prevalenza fino a 8 su 1.000 del complesso dei disturbi dello spettro autistico (fonte: Istituto superiore di sanità, 2009) e la letteratura internazionale stima la nascita di un bambino con disturbi dello spettro autistico ogni 150 nati; in Italia, non esistono dati nazionali sulla frequenza dell'autismo nella popolazione; le stime disponibili (Osservatorio autismo della Regione Lombardia) indicano una prevalenza minima di 4,5 casi per 10.000; le problematiche che le famiglie incontrano in questi casi sono le più disparate: l'inadeguata informazione di base dovuta all'insufficiente diffusione di campagne di sensibilizzazione e di divulgazione sul fenomeno; la mancata applicazione di sistemi standardizzati di criteri per la diagnosi dei casi di autismo, troppo spesso imprecisa e tardiva; la carenza di competenze nei servizi per la presa in carico degli individui autistici una volta divenuti adulti; la difficoltà di individuare percorsi terapeutici standardizzati, riferendosi soprattutto ai diritti delle persone autistiche, diritti che dovrebbero essere posti al centro del percorso terapeutico; la complessità e l'eterogeneità delle sindromi autistiche richiedono un significativo supporto alle famiglie per sostenere i processi di inclusione scolastica e sociale delle persone con autismo; è fondamentale l'esigenza di una più efficiente organizzazione della rete di servizi sanitari specialistici, di diagnosi e trattamento, affinché questi siano accessibili e omogeneamente diffusi in tutti i territori regionali; è, altresì, importante il ruolo del pediatra di base nei sistemi di valutazione e screening al fine della diagnosi precoce, impegna il Governo: a promuovere, con adeguati finanziamenti, anche in collaborazione con l'università, la ricerca nei vari aspetti, da quelli genetici ed eziologici a quelli diagnostici e terapeutici; ad adottare provvedimenti di carattere generale che impegnino le Regioni a definire modelli organizzativi per la garanzia dei percorsi di diagnosi, presa in cura e trattamento al fine di individuare standard diagnostici e di trattamento adeguati alle ormai consolidate conoscenze internazionali più recenti; a sostenere le politiche di miglioramento della qualità degli interventi attraverso specifici percorsi di formazione; ad istituire, in collaborazione con le Regioni, un registro di prevalenza dei disturbi dello spettro autistico; a promuovere forme di coordinamento e collaborazione tra le istituzioni interessate al fine di sostenere i processi di inclusione scolastica e sociale delle persone con autismo; a prevedere forme di politiche attive dirette ai familiari, dal punto di vista sia del sostegno che dell'informazione e della formazione, avvalendosi anche dell'iniziativa delle associazioni di volontariato. | ||
Aggiornato al 21/12/2011 |