Iscritta al n° MI - 24 della Sezione provinciale di Milano del Registro regionale delle Organizzazioni di volontariato | ||||||||||||||||
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LETTERA AI GENITORI
Non c’è più alcun dubbio che per le persone ad impronta autistica, quello che più serve non sono le varie terapie, bensì interventi educativi e istruzioni adatte alle loro caratteristiche. Deve passare la consapevolezza nei genitori che i vari specialisti o terapisti possono fare davvero molto poco per migliorare la qualità della vita propria e quella dei loro figli. Si deve passare dal curare al prendersi cura nel pieno rispetto della diversità autistica di essere umani.
Educare, istruire e prendersi cura: chi potrebbe farlo meglio se non i genitori, gli insegnanti e una buona rete di volontari preparati tutti per gli specifici ruoli che sono chiamati a svolgere?
Sulla formazione dei genitori credo si sia ormai tutti d’accordo, semmai resta il modo come realizzare tale formazione e tale accompagnamento evitando di continuare a sprecare risorse nelle stanze chiuse delle terapie o in complicati protocolli e modelli.
Chi ha bisogno di apprendere come educare sono i genitori. Chi ha bisogno di apprendere come istruire sono gli insegnanti. Chi ha bisogno di superare i pregiudizi sull’autismo sono tutte quelle persone che volentieri si presterebbero a svolgere opera di volontariato e che però devono essere adeguatamente formate e sostenute da una rete appropriata, gestita dalle associazioni dei genitori.
Un bambino autistico, bene educato e istruito per quanto glielo consentono le caratteristiche cognitive e funzionali, trovando anche persone disponibili a trascorrere del tempo con lui nei “tempi morti o vuoti” del doposcuola, del sabato, della domenica e di altri momenti di “vacanza”, potrebbe vivere pienamente e dignitosamente, come tutti, la propria vita.
Si deve cambiare direzione e investire là dove è necessario e non più là dove si sta rivelando sempre più uno spreco scandaloso.
Cosa se ne fa un bambino di due-tre-sei ore di trattamento, anche raffinato, ma spesso anche troppo ripetitivo nel fare sempre le stesse cose in un ambiente che tutto è tranne che quello di vita? Finito il trattamento esce e tutto ripiomba nella solita confusione.
Genitori, aprite gli occhi su quello che chiedete alla Sanità: non si può più far finta che quanto offre sia quello che serve ai vostri figli. Capisco le vostre enormi difficoltà di ogni genere, ma delegare il futuro dei vostri figli a un sistema di questo tipo è davvero anacronistico e insensato.
Chi può modificare tutto questo se non le Associazioni?
Orientate sempre di più le vostre pressioni, anche con denunce, verso ciò che serve davvero: la vostra formazione e la formazione degli insegnanti. A questi deve pensare la scuola, se non lo fa va denunciata; alla vostra formazione devono andare tutte o quasi le risorse che la Sanità sperpera nelle stanze di terapia.
Per il resto, come creare una rete di volontariato a supporto della fatica che dovete sostenere nei tempi vuoti, ci devono pensare le Associazioni.
Tutto questo è possibile e lo dimostrano le tante esperienze costruttive che finalmente si vanno realizzando in ogni parte del mondo. Non siamo più agli anni ottanta!
Mi auguro e vi auguro davvero che le persone con autismo possano trovare sempre più motivi per condurre un’esistenza dignitosa e serena.
Antonio Rotundo, educatore
Albese con Cassano, 1-11-2010
Aggiornato al28/02/2011 |