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Estratto da   informautismo

Periodico quadrimestrale di Autismo Italia - ONLUS

numero 14, maggio - agosto 2006

Editoriale

Dolore per la scomparsa di Eric Schopler

(1927 - 7 luglio 2006)

Il 7 luglio scorso, all'età di 79 anni, si è spento nella sua casa di Mebane, North Carolina, Eric Schopler, pioniere della ricerca psicopedagogica nell'autismo e fondatore del programma TEACCH.

Nato a Fürth, in Germania, nel 1927, durante l'infanzia fu testimone dell'ascesa di Hitler e della persecuzione degli ebrei, un'esperienza che gli inculcò quel desiderio di capire le ragioni della discriminazione delle diversità e quell'etica del diritto individuale che sempre ispirò il suo approccio alla disabilità.

Alla fine degli anni '30 lasciò la Germania con la famiglia e si stabilì a Rochester, New York, dove si laureò in Amministrazione dei Servizi Sociali, specializzandosi in seguito in Psicologia Clinica Evolutiva presso l'Università di Chicago. Docente di Psichiatria e Psicologia presso il Dipartimento di Psichiatria dell'Università del North Carolina, a Chapell Hill, per oltre 40 anni insieme a Robert Reichler, iniziò il suo lavoro di ricerca sui bambini autistici e i loro genitori, in un programma finanziato dal National Institute of Mental Health.

Le sue ricerche determinarono progressi sostanziali nelle conoscenze sull'Autismo e sul suo trattamento, dimostrando che i bambini con autismo non soffrivano - come molti allora credevano - di una malattia mentale, ma di un disturbo neurologico trattabile, e che i loro genitori non solo non erano responsabili della loro condizione, ma al contrario rappresentavano una risorsa cruciale nell'intervento educativo dei loro bambini.

L'esito di queste ricerche fu, nel 1966, la fondazione del programma TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Related Communication Handicapped Children), che nel 1972 diventò un programma di Stato adottato nelle scuole e nei servizi sanitari specializzati della Carolina del Nord. Nel corso degli anni i centri specializzati fondati dal programma TEACCH nel North Carolina crebbero da 3 a 9, tuttora funzionanti, le classi da 10 a 300, e si moltiplicarono i luoghi di lavoro e di vita inseriti nella comunità per adulti con autismo, con i quali il programma TEACCH contribuì al grande movimento di de-istituzionalizzazione dei disabili, nato negli USA negli anni '70.

Da allora, grazie al continuo lavoro sperimentale e di ricerca e la pubblicazione di numerosi testi e articoli sulle più prestigiose riviste internazionali, l'approccio psico-pedagogico di Schopler si diffuse in tutto il mondo, cambiando  radicalmente la concezione dell'autismo  e del suo trattamento, e contribuendo in modo sostanziale a migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. Esperti dagli USA e da tutto il mondo - Arabia Saudita, Belgio, Brasile, Danimarca, Egitto, Francia, Israele, Italia, Giappone, Spagna - furono formati preso Chapell Hill e replicarono il programma nei loro paesi.

Numerosi furono i riconoscimenti ufficiali dell'eccellenza dei suo lavoro: nel 1993 fu insignito dell'Award per il servizio pubblico, e nel 1994 il programma TEACCH fu ufficialmente riconosciuto dal mondo della psichiatria ed inserito fra i trattamenti per l'autismo nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM IV) dell'Associazione Americana di Psichiatria (APA).  Nell'agosto 2006 avrebbe ricevuto la Medaglia d'Oro dell'American Psychological Foundation per i risultati ottenuti nel campo della Psicologia Applicata.

I familiari delle persone con autismo, che - conquistati ancor più che dal rigore delle sue teorie pedagogiche, dal rispetto per i bisogni e per la dignità dei loro cari - contribuirono al successo delle sue iniziative, alla divulgazione delle sue opere ed alla nascita e crescita di centri di formazione ispirati all'approccio TEACCH in Europa e nel mondo ed oggi piangono la sua assenza, pur nella consapevolezza che ciò che Eric Schopler ha solidamente costruito nel corso degli anni non potrà morire con lui, ma continuerà a vivere nel lavoro quotidiano di tanti operatori e nella vita serena e significativa di tante persone con autismo.

Lo ricordiamo con le parole che scrisse ad un amico della sorella il 13 maggio 2006, una testimonianza di quanto abbia amato il suo lavoro e le persone alla quali si è dedicato:

“Il cancro, o la consapevolezza della morte, ha un suo innegabile merito: prima di tutto, ti rendi conto conchiarezza di quanto sia bello ogni giorno essere vivi, poimi fa capire quanto io sia stato straordinariamentefortunato in tutta la mia vita: scampando al Nazismo,ricevendo una formazione eccellente seguita da unacarriera sfolgorante, ritrovandomi con una moglie, unafamiglia e degli amici fantastici in una comunitàmeravigliosa.  Se dovessi morire prima di rivederti, cosadi cui dubito seriamente, sappi che morirò con unsorriso di gratitudine sul viso”.

D.V.

Aggiornato al 28/02/2011

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