Iscritta al n° MI - 24 della Sezione provinciale di Milano del Registro regionale delle Organizzazioni di volontariato | ||||||||||||||||
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Cooperativa "Cura e Riabilitazione"
Milano - Vanzago
STORIA
Nata nel 1993, la Cooperativa “Cura e Riabilitazione” (già “Anaconda 2” dall’89), dà “forma giuridica” ad un’amicizia generata da una forte dimensione ideale e da un’autentica passione educativa.
In un’ottica di sussidiarietà e nel solco della dottrina sociale cattolica, la Cooperativa ha investito in prima persona, sorretta dall’aiuto di volontari, soci, professionisti, amici che hanno creduto in questa iniziativa e tuttora continuano a sostenerla in diversa misura.
“Di fronte all’handicap prevale comunemente la rassegnazione (camuffata a volte da assistenzialismo o da tecnicismo); noi riteniamo invece che per tutte le persone, anche per quelle più gravemente compromesse, sia possibile investire in senso educativo”. (Antonello Bolis, Direttore della Cooperativa)
La filosofia di Cura e Riabilitazione trova il suo fondamento nel valore intrinseco della persona e nella stima circa la sua stessa possibilità di realizzazione, qualunque ne sia la condizione esistenziale.
La Cooperativa inizia la sua storia in Via Terruggia 22, nel quartiere di Niguarda a Milano, dove ancor oggi ha la sua sede principale. A quest’indirizzo, nell’ala di una prestigiosa villa settecentesca, viene realizzato il Centro Cardinale Colombo, primo dei servizi attuati e prima risposta concreta della Cooperativa al bisogno quotidiano di persone disabili e delle loro famiglie. Il Centro conquista da subito la fiducia dell’Ente Pubblico grazie alla sua originalità metodologica e alla capacità innovativa, fino a giungere a realizzare - nel 1994 - la convenzione con il Comune di Milano introducendovi elementi fino ad allora non previsti e non standardizzati. L’avventura umana e imprenditoriale del Centro dimostra fin dall’inizio la sua propensione non solo alla collaborazione, ma anche alla propositività e all’innovazione nei confronti di tutte le realtà sociali (enti pubblici e privati, …), conseguenze, per così dire naturali ,di una posizione di apertura e ricerca continua.
La storia prosegue: alcune delle persone accolte hanno l’evidente bisogno di un’implicazione fattiva con la realtà, desiderano e possono (forse) lavorare. Nasce il Servizio di Orientamento al Lavoro e si avviano vari progetti di inserimento lavorativo.
Nel 2002 la Cooperativa allarga il suo raggio d’azione e inaugura a Vanzago (Rho) la Residenza Temporanea Enrico Beltrami, dedicata ad uno dei suoi primi volontari: un ingegnere che si dedicò anche alle mansioni più spicciole con la massima professionalità. Lo scopo è quello di rispondere ad un bisogno di cui molte persone disabili con le loro famiglie vanno prendendo sempre maggiore consapevolezza: la formazione all'autonomia sociale e residenziale. È l’inizio di una nuova avventura dagli esiti inaspettati.
Nel 2006 l’incontro con la Fondazione Ferrario di Vanzago dà un ulteriore slancio all’attività nel rhodense. La Fondazione mette a disposizione della Cooperativa uno stabile nel centro di Vanzago nel quale viene trasferita la Residenza e sono avviate nuove attività. Nasce così il Centro Servizi per l’Autonomia delle Persone Disabili Enrico Beltrami, un complesso di servizi integrati che agevolano la massima personalizzazione degli interventi, obiettivo sempre perseguito dalla Cooperativa. Intanto continuano, accanto alle attività principali, i progetti, le collaborazioni, gli studi, in un’ottica di impegno continuo, appassionato e libero da schemi precostituiti.
Il progressivo ampliamento dei servizi non nasce da progettazioni a tavolino, ma dal tentativo di dare risposte sempre più adeguate alle esigenze incontrate. In questo senso, la politica della Cooperativa non mira tanto ad “occupare” sedi in appalto o a sviluppare strutture che rispondono a rigide regolamentazioni, quanto alla progettazione di interventi personalizzati che, pur rispettando le normative vigenti, abbiano la flessibilità necessaria per consentire un reale intervento educativo, per sua natura lontano da logiche istituzionalizzanti.
Oggi i risultati confortano circa la positività del cammino intrapreso: la pluralità di strutture e servizi messi a disposizione dalla Cooperativa in entrambe le sedi consente e favorisce una modalità di intervento individualizzata che ha permesso, sinora, di realizzare il 28% di dimissioni positive (verso condizioni di vita migliori), a fronte di una media regionale che non supera il 4% per lo stesso tipo di centri.
Il Metodo
FORME ED ESITI DI UN APPROCCIO ORIGINALE
L’approccio metodologico
I servizi della Cooperativa non si limitano ad una assistenza-custodia, ma sviluppano capacità progettuali e professionali sperimentate.
La professionalità del personale educativo, l’attenzione alla formazione permanente, la riflessione continua sull’esperienza hanno condotto ad una nuova impostazione dei servizi nei quali sono stati introdotti elementi di novità quali:
frequenza degli ospiti non standardizzata, flessibile, adeguata allo specifico bisogno, in una logica di rifiuto del servizio totalizzante, contro l’istituzionalizzazione e la cronicizzazione
attività incentrata sull’offerta di una normale vita sociale, contro programmi che perseguono intrinsecamente il solo obiettivo di occupare il tempo delle persone
riconoscimento di una possibilità di iniziativa della persona disabile, anche nei casi più gravi, contro una logica di programmazione determinata che prescinda dagli interessi personali
offerta di proposte quotidiane quale esito della condivisione di interessi e del buon rapporto tra ospite ed educatore
definizione di un contratto con la famiglia, stipulato sulla base di un incontro tra la sua richiesta iniziale e la proposta di intervento della Cooperativa
orientamento di ogni presa in carico alla dimissione, cioè al massimo sviluppo delle potenzialità individuali e al superamento di problematiche psicopatologiche che giustificano il ricorso ad un servizio assistenziale, con l’individuazione di altre forme di aiuto e sostegno più adeguate.
Ragione e libertà
Le caratteristiche fondamentali dell’uomo, ragione e libertà, sono riconosciute come punto di partenza del rapporto fra educatore e disabile che, come ogni persona, è dotato di coscienza e di capacità di scelta,anche se a volte gravemente disturbate.
Attorno a queste risorse è possibile fondare l’offerta di un ambito relazionale incentrato sulla normalità. Normalità che significa riferirsi ad una norma, cioè desiderio di benessere e soddisfazione. La relazione che si vuole proporre è dunque una relazione entro la quale è possibile imparare a muoversi verso il proprio bene, sostenendo la dignità dell’altro, la possibilità che si realizzi, che trovi risposta il proprio desiderio. Ciò presuppone che al soggetto sia riconosciuta la capacità di aderire a questo rapporto, di partecipare attivamente, di uscire dalla propria condizione di passività.
Alla componente organica della disabilità, esito di un danno oggettivo, si aggiunge spesso una componente di carattere psichico, che si presenta come un processo, una costruzione in cui intervengono diversi fattori tra i quali una ragione e una libertà mal orientate del soggetto: in questo consiste la psicopatologia.
La reversibilità di questa seconda componente fonda la possibilità di un intervento educativo, il cui fulcro è il rapporto con il soggetto che incomincia a prendere iniziativa per rispondere al proprio desiderio. Tale iniziativa è fondamentale per un qualsiasi apprendimento e su questo aspetto è necessario investire, senza forzature, ma creando le condizioni per esperienze di benessere.
Al centro il rapporto educativo
L’adesione dell’ospite alla relazione con l’educatore diventa il primo passo di un percorso di ri-abilitazione, fino ad un possibile superamento della componente psicopatologica.
La novità del rapporto con l’educatore non sta infatti nella qualità o quantità di stimolazioni, bensì nel favorire e sostenere l’iniziativa del soggetto senza prevaricazioni o forzature in schemi rigidi.
Il primo servizio offerto, quindi, è proprio l’incontro con l’educatore; nel tempo si individuano poi relazioni preferenziali, entro le quali l’ospite è facilitato a compiere il suo cammino di crescita personale. Il contesto nel quale queste relazioni si sviluppano è ricco e articolato, poiché varie sono le occasioni che la quotidianità offre.
I servizi offerti dalla Cooperativa rappresentano un’opportunità fra le tante che possono interessare la persona: non hanno la pretesa di essere esaustivi e risolutivi allo scopo di evitare il rischio di una istituzionalizzazione e cronicizzazione della patologia.
Si può dire in fondo che è l’educatore, con la sua umanità e la sua competenza, al centro della proposta. Al soggetto è chiesto, nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi desideri, di mettersi in gioco gradualmente nella relazione, fino ad un moto di iniziativa personale verso l’altro.
Sussistono comunque proposte strutturate, esito dello sviluppo di una trama di rapporti e dell’emergere degli interessi e dei bisogni di ciascuno.
Proposte lavorative
Esperienze lavorative attraverso stages o tirocini presso aziende o cooperative di lavoro
Proposte per l’autonomia
corso base di computer
cura della persona
corso di cucina
accompagnamento all’uso dei mezzi pubblici
Proposte ricreative
corsi di ceramica e cartotecnica
piscina
footing nel parco
ginnastica
Proposte culturali
visite culturali a mostre e musei
rassegna stampa, lettura e scrittura
ascolto musicale
cineforum
giochi di società
Proposte socio-integrative
teatro
gite
pranzi esterni
shopping
spettacoli teatrali
vacanze in albergo e in autogestione
I Progetti
Oltre ai servizi consolidati, Cura e Riabilitazione si distingue per la sua attività di progettazione, finalizzata a sperimentare soluzioni innovative di risposta al bisogno. Soluzioni che non nascono da una pianificazione astratta e predeterminata, ma scaturiscono dall’attenzione alla realtà e dal desiderio di migliorare la qualità dei servizi e quindi della vita delle persone che vi lavorano e che vi sono accolte.
A titolo di esempio, citiamo alcune iniziative di particolare portata innovativa.
Sul tema dell’integrazione sociale delle persone disabili, la Cooperativa ha partecipato nel 1998-1999 al progetto europeo Personnes handicapées mentales – Partenaires dans la cité, finalizzato alla diffusione di buone prassi adottate in Italia, Francia, Belgio e Portogallo.
Sul versante della residenzialità, spicca la sperimentazione avviata con la Residenza Temporanea Enrico Feltrami (sostenuta dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo), tra le prime nel suo genere a dedicarsi totalmente al tema dell’accompagnamento verso la vita adulta delle persone disabili.
L’innovatività della Residenza consiste nel carattere di temporaneità della frequenza: l’ospite non risiede stabilmente ma soggiorna e pernotta una o più volte la settimana; questa formula appare positiva poiché concilia la possibilità di ottenere benefici personali e familiari, mantenendo le abitudini di vita, i rapporti significativi, le radici storiche e consente di posticipare l’eventualità di un distacco definitivo. Questo progetto ha portato alla realizzazione di due ricerche per conto dell’Istituto Regionale di Ricerca (IReR) e dell’Assessorato alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia ; la prima, Residenzialità per disabili psichici in Provincia di Milano (2004), comprende un’indagine sulla situazione delle strutture esistenti e sul bisogno non soddisfatto, e una valutazione dell’efficacia degli interventi presso la Residenza Temporanea Beltrami; gli esiti della ricerca sono stati poi raccolti in una pubblicazione (A. Bolis, La Residenza Temporanea Enrico Beltrami, Cusl). La seconda, Residenzialità Temporanea (2006-2008), ha approfondito la valutazione sull’efficienza, l’efficacia e la sostenibilità economica di queste soluzioni innovative.
L’aspetto del lavoro è particolarmente sentito: fin dal 1996 la Cooperativa ha realizzato percorsi di inserimento lavorativo rivolti a persone con ridotte capacità, rifiutate da altri servizi di inserimento, sfociate nel Servizio di Orientamento che a tutt’oggi si rivolge in prevalenza a “disabili deboli”. Nel 2002-2003 la Fondazione Cariplo ha sostenuto il progetto Integra, finalizzato alla creazione di collaborazioni in rete tra diverse cooperative per l’inserimento lavorativo. Negli anni 2003-2004 la Regione Lombardia ha finanziato il progetto Lavoro e Autonomia, finalizzato a sperimentare la validità di percorsi integrati di inserimento lavorativo e sviluppo globale delle autonomie e della personalità. Nel 2004-2005 Cura e Riabilitazione ha partecipato al progetto europeo Skills integration through learning/Telework for social inclusion of disability, che ha sperimentato percorsi di formazione propedeutici all’inserimento lavorativo in realtà di eccellenza di Italia e Portogallo. Nel 2005 ha coordinato la ricerca Il lavoro diverso, sull’applicazione della L. 68/99 in Lombardia e confronti a livello europeo, commissionata dal Ministero del Welfare alla Federazione dell’Impresa Sociale-Compagnia delle Opere e realizzata in collaborazione con CEFASS (Centro europeo di formazione per gli affari sociali e la sanità pubblica), SDA Bocconi, CRISP (Centro di Ricerca Interuniversitario) e Provincia di Milano. Si veda a riguardo la pubblicazione S. Gheno, A. Bolis, Il lavoro diverso, Guerini e Associati.
Sul tema del miglioramento della qualità dei servizi è particolarmente interessante il progetto Polinrete, finanziato dalla Fondazione Umana Mente nel 2003-2006, che ha visto la condivisione di attività di eccellenza tra 11 cooperative lombarde aderenti alla Federazione dell’Impresa Sociale e al Consorzio Gino Mattarelli, coinvolgendo circa 170 persone disabili e 100 operatori. La cooperativa ha anche curato la conseguente pubblicazione (D. Miotto, Polinrete, Franco Angeli).
La consapevolezza dei bisogni specifici delle famiglie ha condotto al progetto PuntoFamiglia, coordinato dalla Cooperativa, che dal 2007 consente la sperimentazione e il consolidamento di sportelli di accoglienza, informazione, orientamento e sostegno psicologico per sette realtà presenti in cinque province lombarde.
In materia di organizzazione del sistema dei servizi, nel 2005 la Cooperativa ha realizzato per conto dell’IReR la ricerca Il disabile: analisi del bisogno e offerta di servizi in Regione Lombardia, commissionata dal Consiglio Regionale.
L’attenzione al tema delle reti di collaborazione ha portato, infine, la Compagnia delle Opere-Impresa Sociale a conferire a Cura e Riabilitazione il coordinamento nazionale dei suoi associati che svolgono attività nell’area della disabilità, incarico svolto a partire dal 2004. Il valore e i frutti di quest’esperienza di collaborazione sono evidenti nel testo “In ciò che manca una presenza. Viaggio tra persone e opere .”, testo della Federazione dell’Impresa Sociale – Compagnia delle Opere che descrive storia e vita di alcune cooperative sociali.

CURA E RIABILITAZIONE
Cooperativa Sociale Onlus
24 ottobre 2011
Con la presente, siamo lieti di informarVi che la Cooperativa Sociale Cura e Riabilitazione ha concluso la realizzazione del Centro Ludovico Necchi a Vanzago, in Via Monasterolo 3.
La struttura vede l’avvio di un Centro Socio Educativo e di una Comunità di Accoglienza Residenziale per persone con disabilità.
La Comunità, in particolare, è una struttura socioassistenziale prevista dalla DGR 20763/05 per l’accoglienza stabile di persone con disabilità, con un profilo variabile per età, sesso e tipo di problematiche, ove sia presente un buon margine di autonomia. Si tratta quindi di un servizio di carattere sociale che risponde principalmente al bisogno e desiderio di un’effettiva vita autonoma rispetto alla famiglia.
L’appartamento permette l’accoglienza di 9 persone ed è operativo dal 15 ottobre 2011 con l’ingresso dei primi 3 giovani ospiti.
È utile informare fin d’ora che la Comunità consente la presa in carico secondo due differenti moduli:
“modulo 16 ore” (soluzione preferibile per il progetto di vita degli ospiti) per coloro che hanno un impegno diurno esterno (lavoro, servizio socioassistenziale-sanitario,…); a tal riguardo è opportuno ricordare che la Cooperativa gestisce anche il CDD Beltrami, lo SFA Beltrami e il nuovo CSE Necchi, tutti siti in Vanzago;
“modulo 24 ore” per coloro che permangono stabilmente nella Comunità non avendo impegni diurni quotidiani.
Rimaniamo a disposizione per ogni richiesta di chiarimento, per raccogliere eventuali segnalazioni di utenza o per individuare forme di collaborazione con il Suo Ente di riferimento.
A questo scopo, i riferimenti sono i seguenti:
Dott.ssa Cristina Stefanin
Tel 02-93540224 – Cell. 333-3015468,
e-mail: cristina.stefanin@curaeriabilitazione.org
Ringraziando per la cortese attenzione, salutiamo cordialmente.
La Coordinatrice dei Servizi Residenziali
Dott.ssa Cristina Stefanin
Per maggiori informazioni www.curaeriabilitazione.org oppure contattare:
Antonello Bolis
direttore della Cooperativa
Tel. 02/66.100.415
cccolombo@libero.itMargherita Brivio
coordinatrice Centro Diurno Disabili Cardinale Colombo
Milano
Tel. 02/66.100.415
cdd.cardinalecolombo@libero.itCristina Stefanin
coordinatrice Servizi Residenziali
Centro Servizi per l’Autonomia delle Persone Disabili E. Beltrami
Vanzago
Tel. 02/93.54.02.24
cristina.stefanin@curaeriabilitazione.orgSilvestro Plumari
coordinatore Servizi Diurni
Centro Servizi per l’Autonomia delle Persone Disabili E. Beltrami
Vanzago
Tel. 02.93.549.982
silvestro.plumari@curaeriabilitazione.org
Aggiornato al 25/10/2011 |